...località turistica della Costa Degli Dei;  il mare limpido e cristallino, la sabbia bianchissima, le numerose insenature , fanno di Capo Vaticano uno dei più suggestivi paesaggi  della Calabria...

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 Feste patronali


Ogni comunità paesana annualmente dedica uno o più giorni di festa al Santo patrono o alla Madonna protettrice.
I fuochi d'artificio sottolineano rumorosamente i momenti della giornata festiva (mattino, mezzogiorno, inizio processione, soste, rientro in chiesa) e ne segnano con fantasmagorici spettacoli la conclusione. 

Nel Comune di Ricadi si celebrano queste ricorrenze festive

3 Febbraio S. Nicolò Festa di San Biagio
19 Marzo Orsigliadi Festa di San Giuseppe
Lunedì di Pasqua S. Maria Festa di S. Maria Lauretana
13 Giugno Ricadi Festa di Sant’Antonio
14 Giugno Brivadi Festa di S. Basilio
29 Giugno Ciaramiti Festa di S. Paolo
2 Luglio S. Nicolò Festa Madonna delle Grazie
10 Agosto S. Domenica Festa di Santa Domenica
29 Settembre Lampazzone Festa di S. Michele
6 Dicembre S. Nicolò Festa di S. Nicola
13 Dicembre Barbalaconi Festa di Santa Lucia
  U camjuzzu i Focu


La tradizione del "Camjuzzu ì Focu" tende a rinvigorire la funzione di protezione dalle entità negative con il suo sopravvissuto rituale di esorcizzazione del nemico invasore turco. Infatti forse il ballo "U Camiuzzu i Focu" simboleggia la cacciata dei Musulmani che, per un certo periodo dominarono su Tropea e i suoi casali e riscuotevano tributi andando in giro sui loro cammelli, ma simboleggia in generale la resistenza alla prepotenza e allo sfruttamento.
Nel ballo viene presentato un rudimentale cammello, costruito con canne bucate riempite di polvere pirica intervallate con piccole bombe. A sera inoltrata un uomo si carica sulle spalle il cammello di canne e incomincia la danza al suono di assordanti tamburi portandosi avanti e indietro attraverso il luogo prescelto per il ballo, mentre la polvere accesa diffonde fumo e fiamme che si alternano a spari. La danza si protrae fino all'ultima scintilla di polvere quando esplode la girandola della coda.


 I Giganti


 In occasione di sagre e feste popolari le vie dei paesi del Capo sono allietate dal ballo dei "Giganti".
I Giganti sono due enormi fantocci di cartapesta: Mata, la bella principessa indigena dagli occhi grandi e dalla pelle rosata, e Grifone, il principe moro innamorato.
Sono portati, ciascuno sulle spalle di un uomo di cui si intravedono appena le gambe, e girano per le vie del paese. Al suono cadenzato dei tamburi eseguono una danza di corteggiamento, destando la curiosità dei bambini, e dando vita ad uno spettacolo che è al limite di una rappresentazione teatrale.
Mata, nella danza, cerca di sfuggire all'attenzione del moro innamorato. Ora gli gira le spalle, ora indietreggia all'avanzare del principe, ora, colta di sorpresa, gli va incontro fino a sfiorarlo mentre il suono dei tamburi si fa sempre più serrato e più alto.

 Cucina tipica


La cipolla rossa di Tropea che in realtà è il prodotto principale delle terre del Capo è conosciuta in tutto il mondo per la sua straordinaria dolcezza, il suo profumo delicato e soprattutto per la sua leggerezza. La "nostra cipolla rossa" è alla base della gastronomia locale e meridionale, ma gode anche di preziose virtù terapeutiche apprezzate fin dal tempo di Plinio il Vecchio e oggi largamente impiegate in campo medico.
Il peperoncino rosso piccante, secco o sott'olio dà gusto particolare a molti piatti e ..., energia alla vita.
Le melanzane vengono preparate in svariati modi. Un piatto veramente unico sono le melanzane ripiene con capperi e tonno al forno.
Eccezionali le zuppe di legumi: lenticchie, ceci, fagioli, fave, etc.
Un piatto da nono perdere: Fileja con ragù di carne di maiale e un pizzico di peperoncino piccante.
L'olio dei nostri uliveti è apprezzato da molti in quanto presenta delle caratteristiche peculiari della nostra terra: colore verde, fruttato, leggermente piccante se la raccolta viene fatta a novembre; dicembre diventa invece dorato; maturo e moderatamente fruttato se le olive vengono raccolte in marzo inoltrato.
I vigneti non sono  molto estesi, ma producono ottime uve e, in modo artigianale, si ottengono vini eccellenti anche se non conosciuti perché non commercializzati.
Rinomati sono i formaggi e i latticini del Poro.
A Spilinga si produce la conosciutissima 'Nduia, l'insaccato di carne di maiale, grasso e peperoncino rosso piccante che è diventato l'emblema del paese. Molto buone salsicce, soppressate, pancette. Squisito il capicollo.
I funghi sono un prodotto tipico delle Serre vibonesi. La genuinità di porcini e ovuli dà un particolare valore gastronomico a tutti i piatti locali.
Tra Pizzo e Bivona si pesca il miglior tonno di tutto il Meridione. Il tonno viene consumato fresco o sott'olio, ma non bisogna dimenticare di assaggiare la
ventresca, la carne dei lati dell'addome del pesce particolarmente tenera e prelibata e la bottarga ottenuta dalle ovaie del pesce. Una frittura di "surici", pesce dalle carni molto delicate che si pesca solo nel Tirreno calabrese, sicuramente fa gioire il palato di chiunque.
E per finire, i dolci più tipici sono i
mostaccioli di Soriano Calabro preparati con farina, mosto caldo e miele. Famosi i gelati di Pizzo tra cui il tartufo.

Ricette


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